Radar Wrapped 2025
Centoquarantaquattro post in dodici mesi. Se vi scrivo questo è anche grazie a voi, che leggete, commentate e condividete i miei post. Grazie
Centoquarantaquattro post in dodici mesi. In media dodici al mese. Sono quelli che ho inviato tramite Radar nel suo primo anno. Di questi, 45 sono state le edizioni di Cose che, la rassegna a cadenza settimanale di articoli, film, libri, podcast e tutto ciò che può interessare la sicurezza nazionale e l’intelligence.
Se vi scrivo questo è anche grazie a voi, che leggete, commentate e condividete i miei post.
Grazie.
Ci sentiamo l’anno prossimo, con qualche novità. Due posso già anticiparvele: tra pochi giorni entrerò nella redazione giornalistica di Linkiesta; sto scrivendo un libro per Laterza che tocca molti dei temi affrontati qui su Radar.
Per ora, ecco il “Wrapped” di Radar dell’anno appena passato.
⭐️ I più letti
Sono felice che l’articolo più letto sia quello che conteneva una notizia: la nomina dei vicedirettori di AISI e DIS, ovvero l’agenzia d’intelligence interna e l’organismo di coordinamento delle due agenzie.
Molto letto anche un articolo più recente sui sabotaggi low-cost russi.
Poi una vicenda personale: un probabile tentativo di approccio da parte dell’intelligence cinese sfruttando la storia dell’hacker Xu Zewei, arrestato il 3 luglio a Malpensa su mandato degli Stati Uniti, che ne chiedono l’estradizione accusandolo di aver fatto parte di un team di hacker che avrebbe carpito informazioni anche su terapie e vaccini anti Covid nel 2020. A proposito, ancora non è chiaro se e quando sarà estradato. Di recente in visita a Roma, Pam Bondi, procuratrice generale degli Stati Uniti, potrebbe aver voluto parlare anche di questo con l’omologo, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
Sempre a proposito di Cina, molto letta è stata anche l’inchiesta sulle collaborazioni tra università italiane e i “Sette figli della difesa nazionale”, gli atenei che Pechino considera strategici per lo sviluppo militare e a elevato rischio di trasferimento tecnologico. Vi lascio il link alla seconda parte.
🎯 I più centrati
Sono particolarmente affezionato ad alcuni articoli.
Come l’intervista a Tom Tugendhat, ex viceministro britannico.
O un racconto su Asti e la Cina.
O, ancora, un’analisi su ciò che accade quando le Big Tech fanno concorrenza agli Stati per reclutare i migliori talenti.
O, infine, una riflessione sulla democrazia dopo uno strepitoso concerto di Bruce Springsteen a Milano.
🔮 Pezzi di cui sentiremo ancora parlare
Scommettiamo che anche nel 2026 in Italia si parlerà di intelligence militare, e non solo nel dominio cyber?
❓Gli interrogativi aperti
L’Europa riuscirà a trovare una sua identità e una certa autonomia strategica?
Come festeggeranno i loro 250 anni gli Stati Uniti d’America? A novembre sono previste le elezioni di metà mandato: i Democratici potrebbero riconquistare la maggioranza alla Camera, ma difficilmente lo stile del presidente Donald Trump cambierà. La polarizzazione aumenterà ancora?
Le democrazie troveranno un modo per rispondere alle minacce ibride nella “zona grigia” da parte delle autocrazie?
Scoppierà la bolla dell’intelligenza artificiale?
Hai già segnalato agli amici Radar e suggerito loro di iscriversi?
Puoi anche diventare sostenitore di Radar, cliccando sul pulsante qui sotto.








