Cose che leggo, guardo, ascolto, scrivo e aspetto #45
Rassegna settimanale di articoli, film, libri, podcast e tutto ciò che può interessare la sicurezza nazionale e l’intelligence
Prologo. Niccolò Petrelli, ricercatore in Storia delle relazioni internazionali nel Dipartimento di Scienze politiche dell’Università Roma Tre, ha appena pubblicato I servizi segreti italiani e l’intelligence USA. Da Gladio alla strategia della tensione per Carocci editore. Qui le informazioni sul libro, che ricorre a una vasta selezione di fonti declassificate provenienti dagli archivi degli apparati informativi dei due Paesi. Ho iniziato a leggerlo e vorrei segnalarvi questo passaggio.
Tra il 1943 e il 1947 i rapporti tra servizi segreti italiani e statunitensi furono plasmati dal contesto della Seconda guerra mondiale e poi dall’emergere della Guerra fredda. Dopo l’armistizio del settembre 1943 le organizzazioni d’intelligence statunitensi, OSS e CIC, decisero di servirsi del SIM, e in misura minore della Pubblica sicurezza, per un certo numero di attività operative nel quadro della campagna in territorio italiano, in particolare controspionaggio e operazioni “speciali” di concerto con vari gruppi della Resistenza. La cooperazione tra i due sistemi d’intelligence nacque dunque, e mosse i primi passi, sulla base delle urgenti necessità imposte dalla guerra. Da parte USA non venne, almeno fino al 1945, elaborata alcuna strategia, al contrario i rapporti con i servizi informativi italiani vennero gestiti in maniera opportunistica e in base alle contingenze. Ciò non impedì tuttavia che si producesse una condizione di dipendenza funzionale dell’apparato informativo italiano dalla controparte statunitense per via dell’enorme asimmetria di risorse in quel momento esistente: gli organismi informativi italiani non erano in grado di funzionare senza il sostegno finanziario statunitense.
📚Cose che leggo
Il ruolo dell’intelligence
Mentre le spie cinesi diventano più aggressive, il Federal Bureau of Investigation, distratto e in difficoltà, fatica a intercettarle nonostante decenni di esperienza. Su The Bulwark.
A proposito, Dan Bongino ha annunciato le sue dimissioni da vicedirettore del Bureau. Ne scrive Politico.
Il ministero della Sicurezza di Stato cinese, ovvero l’intelligence di Pechino, avverte: spie straniere utilizzano videogame e anime per minare i valori dei giovani cinesi. Da leggere sul Global Times, ricordandosi che si tratta di un megafono in lingua inglese della propaganda del Partito comunista cinese.
Il ministero della Sicurezza di Stato non è un monolite. È composto da uffici provinciali con propri interessi, talenti e reti di aziende e ricercatori. Questi uffici costituiscono il nucleo operativo dell’apparato cyber cinese, con specializzazioni regionali ben definite. Eugenio Benincasa e Natto Team su Natto Thoughts.
Un funzionario dell’intelligence delle forze armate canadesi, Matthew Shawn Robar, è stato arrestato con l’accusa di spionaggio per aver divulgato segreti governativi a un’agenzia straniera, rivelando l’identità di un collega. Il Paese destinatario delle informazioni sarebbe l’Ucraina, anche se il governo non l’ha ufficialmente confermato. Su The Globe.
Minacce ibride
Oggi solo segnalazioni che riguardano la Russia che, appare ogni giorno più evidente, sta testando le capacità e la volontà politica di reazione dell’Europa.
È stato sventato un sabotaggio ai danni della Fantastic. La nave traghetto da oltre 2.000 passeggeri della compagnia di navigazione italiana GNV era fermata venerdì 12 dicembre nel Sud della Francia. L’intelligence italiana, su iniziativa della stessa GNV, aveva segnalato ai colleghi francesi un’informativa urgente su due marinai, un ventenne lettone assunto di recente e un cittadino bulgaro (poi rilasciato), entrambi sospettati di essere due spie sotto copertura per una potenza straniera innominata (probabilmente la Russia). A bordo è stato trovato un dispositivo elettronico che conteneva un malware di tipo RAT (Remote Access Trojan), capace teoricamente di prendere il controllo della nave e di pilotarla a distanza. Due gli arresti (uno in Italia). La vicenda raccontata da Antonio Talia sul Sole 24 Ore.
La Russia utilizza regolarmente attori non statali nelle sue campagne ibride, da attacchi individuali a infrastrutture militari o industriali tedesche a sabotaggi ferroviari in Francia, campagne di disinformazione e operazioni informatiche. Un rapporto dello European Centre of Excellence for Countering Hybrid Threats (Hybrid CoE) analizza l’approccio russo agli attori non statali, ne mappa portata e profondità e fornisce una base per comprendere la logica di queste operazioni e definire contromisure in un contesto di crescente attività sotto e sopra la soglia di guerra. Qui.
Associated Press ha messo in fila tutti i sabotaggi commessi in Europa e attribuiti alla Russia dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina. In Italia? Zero. Qui.
Secondo le agenzie d’intelligence europee, politici e dirigenti della finanza in Belgio sono stati presi di mira dalle spie russe. La campagna di intimidazione riguarderebbe figure chiave coinvolte nella gestione degli asset russi congelati in Belgio. Lo ha rivelato il Guardian.
Il governo danese ha denunciato due attacchi informatici russi: uno contro un’azienda idrica, un altro in vista delle elezioni del mese scorso. Sul Guardian.
Tre militari della guardia di frontiera russa sono entrati illegalmente in territorio estone e sono rimasti lì per circa 20 minuti. Su Euronews.
Il governo britannico ha avviato un’indagine sulle interferenze straniere in politica, dopo il caso di Nathan Gill, ex leader di Reform UK in Galles, condannato per aver accettato tangenti per interventi pro Russia come europarlamentare. L’obiettivo è trarre insegnamenti per evitare simili episodi in futuro. Ne scrive la BBC.
Le misteriose mongolfiere bielorusse che hanno spinto la Lituania a chiudere il confine e dichiarare emergenza nazionale sarebbero opera di contrabbandieri di sigarette. Le autorità lituane hanno arrestato 21 persone sospettate di far parte di una rete criminale che utilizzava palloni dotati di GPS per trasportare sigarette dalla Bielorussia. Secondo il procuratore generale, la rete era altamente organizzata e potrebbe aver avuto contatti diretti con complici in Bielorussia. Lo racconta Politico.
Scenari
L’Estonia è vulnerabile a un’invasione russa, ma è protetta dalla ridotta capacità militare russa, dalla cooperazione difensiva europea e dalla sua preparazione. I membri europei della Nato dovrebbero restare vigili, senza abbassare la guardia. Un rapporto dello European Council on Foreign Relations.
Il capo del Mossad sospetta che l’Iran stia continuando a sviluppare armi nucleari con l’intento di usarle contro Israele, aumentando il rischio di nuovi conflitti tra i due Paesi. Su Bloomberg.
Israele e Ucraina hanno rivoluzionato le operazioni segrete combinando tradizionale spionaggio umano con tecnologie avanzate, influenzando conflitti ad alto rischio. Sul Wall Street Journal.
Per la prima volta dal 2010, le stazioni radio della Corea del Sud dirette verso il Nord hanno taciuto, interrompendo la trasmissione di notizie non censurate ai cittadini nordcoreani. Il silenzio tra le Coree raccontato dall’Economist.
Storie
Un generatore al plutonio è stato perso durante una missione segreta della Central Intelligence Agency su una delle montagne più alte del mondo. Un episodio su cui gli Stati Uniti non hanno mai fornito dettagli. Sul New York Times.
A Shenzhen, scienziati cinesi hanno realizzato un prototipo in grado di produrre chip avanzati per intelligenza artificiale, smartphone e armi, nonostante anni di tentativi statunitensi di impedirlo. Il progetto, completato all’inizio del 2025, è stato sviluppato da ex ingegneri della olandese ASML che hanno ricostruito le macchine EUV dell’azienda. Una sorta di Progetto Manhattan rivelato da Reuters.
Utilizzando dati pubblicitari accessibili, Le Monde ha identificato nomi, indirizzi e routine quotidiane di decine di funzionari dei servizi segreti francesi, dell’Eliseo, di forze di polizia d’élite e della Difesa, ma anche personale impiegato in carceri e centrali nucleari. Qui.
Tipi da conoscere
Donald Trump ha nominato il generale Joshua M. Rudd, ex comandante della Delta Force e attuale vice comandante dell’Indo-Pacific Command, come prossimo capo della National Security Agency e del Cyber Command. La nomina, inviata al Congresso, potrebbe porre fine a otto mesi di vuoto alla guida delle principali agenzie di signals intelligence e cyber-defence degli Stati Uniti. Sul Washington Post.
Dave Rupert, camionista di Chicago, è stato reclutato dall’FBI per spiare i repubblicani. La sua testimonianza è stata decisiva per la condanna del capo della Real IRA, Mickey McKevitt. Sul Belfast Telegraph.
Se avete suggerimenti, domande o richieste, scrivetemi.
👀 Cose che guardo
Racconta il Moscow Times che questa settimana Sergei Naryshkin, direttore del servizio russo d’intelligence per l’estero (SVR), e Olga Lyubimova, ministra della Cultura, hanno inaugurato un monumento dedicato ai creatori della serie sovietica Diciassette momenti di primavera. La serie ha come protagonista un agente infiltrato nelle alte sfere del Terzo Reich, impegnato a far fallire i colloqui separati tra esponenti del nazismo e gli angloamericani. L’inaugurazione non è, dunque, priva di attualità alla luce delle narrazioni russe sull’invasione dell’Ucraina. La serie è stata raccontata nel 2018 anche su Gnosis, la rivista dell’intelligence italiana (si può leggere qui), sottolineando che recentemente è stata colorizzata.
Non sono riuscito a trovare niente di meglio di YouTube per guardarla.
Vi ho già detto del nuovo profilo Instagram del Secret Intelligence Service (o MI6), il servizio segreto britannico per l’estero. In un post natalizio viene mostrato il diario del primo “C”, Mansfield Cumming (è a lui che si deve il fatto che il capo è indicato anche oggi con la “C”, in verde). Il 25 natale 1916 scrive: “Tutto il giorno in ufficio. Piuttosto tranquillo, non c’è molto personale in giro”.
🎧 Cose che ascolto
Azad, curdo nato a Baghdad, ha imparato l’inglese da autodidatta durante la guerra in Iraq ed è diventato interprete per unità d’élite statunitensi, operando in contesti ad alto rischio. Dopo aver ottenuto un visto speciale, è emigrato negli Stati Uniti e si è arruolato nei Marine, passando da interprete a soldato. Oggi studia cybersecurity e sostiene gli interpreti di guerra attraverso l’organizzazione No One Left Behind. È stato ospite di Ryan Fugit nel suo podcast Combat Story.
🧐 Cose che aspetto
Aspettiamo il 31 dicembre per il riassunto di Radar nell’anno che si chiude.
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